Giuro... lo faccio solo a scopo documentario.... sono una reporter seria, io: si va sul posto e si verifica di persona, prima di tutto!!!!
...e solo dopo essermi sacrificata per amor di scienza, posso confidarvi che se sto sorridendo non è solo perché ho di fronte il marco che mi sta fotografando, o perché sono Nizza sotto un tiepido sole di fine ottobre....
Nell'ambito del Super8 film Festival, che ha luogo questo week end a Milano, zona Lambrate, e per il quale rimando al pregevole contributo del marco, abbiamo assistito oggi alla proiezione di Un'ora sola ti vorrei (2002).
La regista Alina Marazzi ricostruisce la storia della madre, figlia dell'editore Ulrico Hoepli, nata nel 1938 e morta suicida a soli 33 anni dopo un periodo di male di vivere che l'ha tenuta lontana dalla sua famiglia e dai bimbi ancora in tenera età.
Attraverso un contributo incredibilmente ricco di fotografie e filmini amatoriali in 16 mm girati dal padre di Liseli -che evidentemente intendeva in questo modo immortalare la felicità della sua bella e ricca famiglia borghese- e soprattutto attraverso le lettere e le pagine di diario della madre, Alina si fa lei stessa voce narrante di una storia che diventa dramma pur conservando i toni delicati di una poesia. Una ferita che cerca in qualche modo di cicatrizzarsi attraverso il lavoro di ricucitura dei vari frammenti di un'anima, che si sentiva inadeguata al suo ruolo di moglie, madre e soprattutto di figlia.
Un'ora sola ti vorrei è la canzone che ritorna nella colonna sonora del film, cantata prima nella versione originale del 1938, poi in quelle degli anni 60, a volte solo accennata.
Ma un'ora è anche la durata del film, che diventa quindi l'anelito di una figlia e la sua dichiarazione di amore verso la madre così presto perduta.
Si tratta di un vero gioiello, un'opera di cui consiglio davvero la visione.
Qui di seguito in 6 tranches, l'intero film:
Le foto di oggi non sono mie, le ha fatte il marco. Ma sono troppo belle per non pubblicarle!!!!
Quindi le ospito qui, che per proprietà transitiva è anche casa sua....
Si tratta di una serie di scatti dedicati al gioco delle bocce, che trovo davvero spettacolari, sia per la scelta quasi esclusiva del formato quadrato che esalta il gesto atletico, sia per la saturazione dei colori che sottolinea la "mediterraneità" di questa disciplina, che oltre a sviluppare le capacità strategiche e di concentrazione, invita al cameratismo e al rispetto altrui.
La pétanque è il gioco delle bocce, derivato dal "jeu provençal": un vero sport che richiede in realtà molto allenamento per raggiungere degli alti livelli.
Si gioca già nelle scuole ed è uno dei pochi campi sportivi in cui bambini e bambine possono sfidarsi in condizioni perfettamente paritarie!
Domenica mattina, la passeggiata a mare di Cagnes-sur-mer è percorsa da un flusso in continuo movimento: tutti approfittano della lunga striscia pedonabile per godere appieno del profumo del mare e dei raggi del sole ancora caldi, tanto caldi da sciogliere in poco tempo la neve scesa nelle notte là, sulle cime delle Alpi Marittime.
Movimenti grandi e piccini
Movimenti potenti e lenti
e momenti che sanno di buono...
momenti di quiete serena
momenti immobili....
o meglio, momenti che vorresti fermare,
lì, contro l'azzurro.
.
Passando sulla strada lungo il mare, dopo Nizza, nei pressi di Cagnes-sur-mer, è impossibile non notare, lì, sull'interno una specie di collinetta, o meglio, un ammasso di costruzioni che sembrano crescere le une sulle altre per culminare in un bel castello merlato. Si tratta di Haut de Cagnes, un borgo medievale che mantiene intatto il suo profumo antico, la sua atmosfera un po' fuori dal tempo, il suo sguardo un po' altero che si dirige dall'alto verso quel mare celeste ormai circondato da residenze moderne e palazzi a volte un po' freddi.
Nella piazza del castello, davanti alla chiesa e nelle stradine ciottollate del villaggio numerose bancarelle presentavano ai tanti curiosi il frutto di una sapiente opera di "svuotamento delle soffitte".
"Vide-grenier" questo significa letteralmente la parola francese che indica questo genere di mercatini. Un termine molto prosaico che in realtà esprime assai bene il concetto che ciò che a me non serve più, per qualcun'altro invece può essere molto prezioso.
E dio solo sa quanti tesori si nascondevano tra tutte quelle cianfrusaglie....
(mi sa che prima o poi vedremo i risultati di questo acquisto, visto che nel frattempo ha scoperto che in un negozio di Torino vendono pure le pellicole....)